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CANNES 2017: Fortunata

Scritto da Livia Gallo

Fortunata, regia di Sergio Castellitto e scritto assieme alla moglie Margaret Mazzantini, è uno dei miei film preferiti della attuale stagione 2016/2017. Ambientato a Roma, più precisamente a Tor Pignattara, racconta le peripezie durante una classica e calda estate romana di una giovane donna di nome Fortunata e della figlia di 8 anni, Barbara. La giovane donna, interpretata da Jasmine Trinca, lotta disperatamente e ripetutamente con l’ex marito che l’ha sempre maltrattata e che le vuole portare via la figlia, si batte contro la mafia cinese locale con cui ha numerosi debiti e si scontra continuamente contro il tempo per riuscire a fare “più teste possibili” in un giorno, si perché la protagonista è una parrucchiera porta a porta, si confronta di continuo se stessa per cercare di andare avanti nonostante le verrebbe di arrendersi. Lotta sempre, contro tutto.

Fortunata abita in un anonimo condominio della periferia di Roma, il suo obiettivo è quello di aprire un salone di bellezza, assieme all’amico d’infanzia Chicano, magistralmente interpretato da Alessandro Borghi, per potersi finalmente risollevare dalla sua difficile situazione sociale ed economica. La banca non le concede nessun finanziamento a causa delle sue garanzie quasi inesistenti, così Fortunata è costretta a prendere dei soldi a strozzo dalla mafia cinese del luogo.

Quando il giudice che segue il divorzio di Fortunata decide che la figlia Barbara deve andare da uno psicologo infantile c’è finalmente una svolta radicale nella storia: la fragile donna si innamora, ricambiata, del dottore della figlia (Stefano Accorsi). Questo porta un effetto farfalla non indifferente, perché la piccola Barbara inizia a nutrire una fortissima gelosia nei confronti della madre, “Era er dottore mio, e te te sei messa in mezzo! Stronza”.

L’unica persona su cui la protagonista sa di poter contare è il giovane Chicano, un ragazzo di origini tedesche che vive nello stesso condominio con l’anziana madre, ex attrice di teatro e malata di Alzherimer. Questo è probabilmente innamorato di Fortunata, e lei probabilmente lo ricambierebbe pure, ma sanno che una storia tra di loro sarebbe troppo folle, poichè entrambi sono coscienti dei limiti reciproci. Il ragazzo è bipolare mentre lei ha subito dei traumi da bambina che la rendono molto instabile, fino al crollo finale.

Fortunata è un film che fa sorridere, che racconta una di una vita che in tanti potrebbero aver vissuto, una storia di una periferia romana che con credibilità narra una situazione applicabile a qualunque periferia di qualsiasi città. Fortunata è un film bellissimo, che parla di come tutto quanto possa cambiare se lo vogliamo, ma non possiamo sapere se cambierà in meglio, parla di dinamiche familiari difficili, di amori folli e di amori sani, parla di rabbia e di quanto tutto ci influenzi.

Fortunata è un film che parla di vita. Una vita difficile, ma vita.

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