Home Cinema Maria Regina di Scozia: che succede se Elisabetta ruba la scena a Maria?

Maria Regina di Scozia: che succede se Elisabetta ruba la scena a Maria?

Scritto da Damiano Crosina

Maria Regina di Scozia in origine doveva essere un film con Scarlett Johansson con uscita prevista nel corso del 2007. Poi però, come spesso accade, il progetto si è incagliato, rimanendo per più di 10 anni in “development hell”. Ora, grazie a Saoirse Ronan e Margot Robbie, il film arriva finalmente al cinema.

Al centro della vicenda vi è il complicato rapporto tra Maria Stuarda e Elisabetta I. Maria è regina di Scozia per nascita e diventa regina di Francia per matrimonio a 16 anni. Elisabetta, invece, è regina dell’ora protestante Inghilterra. Dopo essere rimasta vedova a soli 18 anni, Maria Stuart ritorna in patria per reclamare la corona che considera spettargli di diritto, dando il via ad una complicata serie di giochi di potere e intrighi che le costeranno la vita.

Non aspettatevi però un’accurata cronaca degli avvenimenti realmente accaduti: la sceneggiatura si prende svariate licenze poetiche, romanzando pesantemente i fatti. Il film vuole dipingerci Maria come un’eroina moderna, femminista, alleata LGTB+, libera nei propri costumi sessuali, ma, al tempo stesso, cristiana fervente e ben radicata nella mentalità dei suoi tempi. Non proprio una rappresentazione accurata e plausibile.

Lodevole è la recitazione di tutto il cast, anche se a rubare la scena è l’Elisabetta I di Margot Robbie, la quale conferma ancora una volta il suo smisurato talento di attrice. Sotto un trucco pesantissimo che tenta l’impossibile compito di imbruttirla, Margot ci dona un’altra straordinaria interpretazione, donando profondità e sfumature attraverso semplici sguardi al suo personaggio. Questo senza nulla togliere a Saoirse, a pieno agio nel suo primo ruolo da adulta sullo schermo.

In conclusione Maria Regina di Scozia è un film apprezzabile per la recitazione, le ambientazioni e i costumi. I punti deboli sono una sceneggiatura fin troppo fantasiosa e blanda, che scivola addosso allo spettatore senza lasciare che una vaga impressione e una colonna sonora a tratti troppo invasiva. Due ore godibili, ma di certo non straordinarie.

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